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La nascita di un figlio disabile porta a fare i conti con un evento potenzialmente stressante. Saranno tante le paure, i disagi e il senso di sofferenza. Ecco cosa accade in famiglia e come si può agevolare l’accettazione della disabilità.

Nascita di un figlio disabile: i vissuti dei genitori

L’arrivo di un figlio disabile mette a dura prova i genitori. Il senso di fatica e di incertezza risultano amplificati e il rischio che l’intero sistema familiare si blocchi intorno alla problematica potrebbe essere elevato.

Durante la gravidanza si fantastica l’arrivo del bambino ideale e si inizia ad immaginare il suo futuro percorso di vita. Ma quando le attese sono infrante dalla notizia di una brutta diagnosi cosa succede?

I genitori devono fare i conti con la perdita del bambino fantasticato e avviarsi verso un lungo processo di accettazione del bambino reale. Questo passaggio così delicato rappresenta  una vera e propria elaborazione del lutto.

Nascita di un figlio disabile: reazioni e paure dei genitori

Se la diagnosi viene comunicata durante la gravidanza, la probabilità che la coppia inizi un percorso di adattamento alla realtà è maggiore. Diverso è quando la disabilità irrompe prepotentemente per incidenti causati durante il parto o in seguito.

È del tutto normale attendersi reazioni di smarrimento, frustrazione, sentirsi responsabili dell’handicap. Tutti questi vissuti carichi di angoscia fanno parte anch’essi di quella presa di coscienza necessaria. Le cose sono andate in maniera diversa e purtroppo bisogna maturarne la consapevolezza.

La prima risposta dei genitori è quella di porre la malattia al centro della quotidianità, modificando stili e abitudini e assumendo un atteggiamento a volte iperprotettivo nei confronti del figlio. Paradossalmente tutti questi comportamenti, anziché far sentire il bambino amato ed accudito, fanno sì che cresca con un’immagine di sè come individuo esclusivamente malato.

Una volta entrato a pieno nel ruolo di colui che è bisognoso di cure, sarà molto difficile che il bambino disabile si attivi per mettere in atto le sue risorse. L’iperprotettività impedisce che un figlio possa conquistare quella piccola o media autonomia che la malattia gli concede.

I fratelli dei figli disabili

Nel caso in cui esistano dei fratelli, può capitare che questi vengano completamente ignorati “perchè loro sono sani e stanno bene“. I fratelli impareranno presto a fare a meno di chiedere e a non disturbare. Riporteranno ottimi voti e frequenteranno buone compagnie, per evitare di sovraccaricare ulteriormente i loro genitori.

Il senso di colpa potrebbe lentamente insidiarsi nel nucleo famigliare. Da un lato quello dei genitori, incapaci di ritagliarsi momenti per la loro intimità; da un altro quello dei fratelli, “colpevoli” di essere nati sani.

Questi vissuti densi di sofferenza sono indicatori di una non completa accettazione della disabilità del bambino, di una mancata elaborazione del lutto.

Accettare la nascita di un figlio disabile

Poter contare sulla famiglia allargata (nonni, zii), sulle risorse messe a disposizione dalla comunità e dalle varie strutture riabilitative fornisce un importante sostegno per alleggerire un po’ il carico.

Iniziare a vivere la disabilità come un modo diverso di stare insieme e non come una “punizione”. La disabilità pone fine alla vita familiare precedente, ma ciò non toglie che si possano continuare a soddisfare i propri bisogni individuali.

Una vita di sacrifici e rinunce difficilmente permetterà alla famiglia di vivere serenamente anzi, a lungo andare, potrebbe sfociare in ulteriori problematiche di carattere psicologico.

Letture sul tema disabilità

Ecco alcuni testi che affrontano il tema della disabilità in famiglia:

          

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