La morte e il processo di elaborazione del lutto

Affrontare la morte di un familiare o di un amico è un evento con cui faremo i conti tutti quanti prima o poi. Cosa potrebbe esserci d’aiuto nell’elaborazione del lutto?

Affrontare la morte di una persona cara fa parte del nostro ciclo di vita, ma in alcuni casi le persone potrebbero avere difficoltà a portare avanti il processo di elaborazione del lutto.

Nella società attuale la morte è diventata quasi un tabù. Non si muore più in casa, i funerali sono un’occasione di guadagno per le imprese funebri e la preparazione del morto viene affidata ad estranei.

Affrontare la morte fa paura, quasi orrore. La morte non viene più vissuta come un evento naturale della vita, ma come qualcosa da cui fuggire e stare lontani, nella malaugurata ipotesi che tocchi un nostro familiare.

Il funerale, indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose, è un rito fondamentale per salutare il defunto e prendere coscienza del distacco.
Oggi ha perso molto della sua funzione, poiché la morte viene negata, ad esempio decidendo di non vedere il defunto o non partecipando al rito funebre.

Il processo di elaborazione del lutto è necessario per poter affrontare la morte in maniera adeguata e funzionale.

Richiede del tempo ma se respingiamo i sentimenti dolorosi, credendo di soffrire di meno, rischiamo di pagarne le spese più in là, quando tutto il dolore riemergerà prepotentemente e all’improvviso.

Affrontare la morte: le fasi di elaborazione del lutto

Per affrontare la morte di una persona cara e arrivare all’accettazione della perdita è necessario vivere le varie fasi di elaborazione del lutto.

  • Inizialmente la persona vive una condizione di negazione: si fa difficoltà ad accettare l’accaduto, si assiste quasi alla negazione dei fatti. Lo stordimento aiuta a tenere distanza dal pensiero di dover affrontare la morte del proprio caro.
  • Poi subentra la rabbia: in questa fase potrebbero presentarsi manifestazioni di rabbia ed aggressività per quanto successo.
  • La rabbia lascia il posto alla disperazione: emergono stati emotivi depressivi, la persona tende a chiudersi in casa, perde interesse per quello che la circonda. Affrontare la morte inizia a diventare doloroso e insostenibile.
  • Solo in un’ultima fase si arriva alla piena accettazione: la persona ha assunto consapevolezza della perdita ed è in grado di riorganizzare la propria esistenza investendo su progetti futuri.

Affrontare la morte: cosa è giusto fare

Ricordare episodi del passato, raccontare aneddoti, condividere le emozioni con i propri familiari ed amici sono un primo modo per iniziare ad elaborare la perdita.

Facciamo attenzione a non lasciarci lusingare da consigli grossolani “Non ci pensare, distraiti, prova a divertirti“. E’ inevitabile soffrire per la morte di qualcuno per cui è bene prendersi il diritto di piangere. Non lasciamoci spaventare dal dolore, dalla sensazione di vuoto.

Prima di riuscire a sentire che la persona scomparsa faccia parte di noi, nonostante l’assenza fisica, dobbiamo attraversare la sofferenza.

Questo non significa che dobbiamo completamente lasciarci andare, è importante salvaguardare la nostra routine, cercare di prendersi cura di sé. Parenti ed amici possono essere un’ottima risorsa in questa fase delicata.

Generalmente il processo del lutto dura dai 6 mesi ai 2 anni, ma a volte la persona potrebbe avere difficoltà ad accettare la perdita, manifestando comportamenti e reazioni più o meno preoccupanti.

In questi casi è consigliabile chiedere aiuto ad uno psicologo per valutare insieme la possibilità di costruire un percorso che consenta alla persona di ritrovare una sua condizione di benessere.

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