tolleranza frustrazione nei bambini

La tolleranza alla frustrazione nei bambini viene spesso sottovalutata dai genitori, convinti che il benessere e il soddisfacimento di ogni esigenza debbano essere primari. In realtà imparare a gestire questo sentimento è il primo passo per costruire la propria corazza per la vita.

Frustrazione nei bambini: di cosa stiamo parlando?

Qualcuno potrebbe leggere con disappunto questo articolo, ma in realtà lasciare che un bambino sperimenti una quota fisiologica e sana di frustrazione è un esercizio importante per il suo sviluppo psicologico e morale.

Se per esempio tuo figlio ha distrutto l’ennesimo giocattolo e corre da te implorando che gliene acquisti subito un altro, rispondere nell’immediato a quella richiesta potrebbe essere un passo falso.

Allo stesso modo, se ha difficoltà a fare i compiti per casa, aiutalo a impostare un buon metodo di studio, ma non risolvere gli esercizi al posto suo.

I figli possono avere reazioni negative ed esagerate per le conseguenze delle loro azioni, ma non è detto che sia sempre necessario intervenire. Un po’ come accade nei litigi tra fratelli, dove sperimentare il conflitto alla pari è un buon esercizio per confrontarsi con il mondo esterno.

È bene che i bambini vivano consapevolmente quelle emozioni. Questo li aiuta ad associare ad ogni azione la sua diretta conseguenza. Rabbia, tristezza, frustrazione, delusione senso di colpa, spingeranno il bambino a costruire un suo bagaglio emotivo, utile per il futuro.

Ovviamente qui parliamo di piccole frustrazioni, episodi legati alla vita quotidiana e di semplice risoluzione per i nostri figli.

Attenzione a non confondere queste situazioni con difficoltà ben più grandi, quali possono essere la separazione dei genitori, la morte di una persona cara o un importante cambiamento a livello familiare.

Vediamo quindi quali sono i vantaggi nel lasciare che le cose vadano semplicemente per il loro corso, evitando di essere genitori iperprotettivi.

La frustrazione nei bambini stimola a risolvere i problemi

Se non interveniamo prontamente ad accontentare le richieste, il bambino si rimboccherà le maniche e inizierà a valutare cosa fare.

Dover gestire dei piccoli problemi, come riuscire a completare un puzzle o imparare ad allacciare le scarpe, è uno stimolo importante per escogitare nuove soluzioni.

Lascia che lui si sperimenti da solo, mostragli la soluzione un paio di volte, ma poi non intervenire in maniera risolutiva togliendogli il problema di torno.

Dai fallimenti, procedendo per tentativi ed errori, piano piano capirà qual è la strada da seguire. Basta solo non lasciarsi intenerire dai suoi occhi gonfi di lacrime.

La tolleranza alla frustrazione è sinonimo di perseveranza

Se sogni che tuo figlio da grande riesca a costruirsi un buon futuro, devi iniziare a fare un passo indietro da adesso. Quante volte hai assistito al fallimento di adulti, in preda al panico di fronte alle prime difficoltà lavorative?

Con molta probabilità si tratta di persone che non hanno mai sviluppato la perseveranza e la tenacia, qualità fondamentali per andare avanti nonostante tutto.

Questo implica accettare che un bambino pianga e si disperi per qualche minuto, esprimendo così la sua rabbia per non saper affrontare il problema. Non cedere e dagli il tempo di sfogarsi.

Poi parlagli con calma e fornisci un piccolo aiuto, invoglialo a tentare di nuovo. Se il bambino sente che gli adulti hanno fiducia in lui, sarà più incentivato ad impegnarsi.

I bambini frustrati possono diventare resilienti

La resilienza nei bambini si costruisce lasciando che vivano la frustrazione e la rabbia di non aver ottenuto qualcosa.

Se li privi di questi vissuti e sentimenti, avranno difficoltà a credere nelle loro competenze e risorse. Con molta probabilità avranno sempre bisogno di aiuto, anche da grandi.

Al contrario, l’istinto di dover lottare per conquistare qualcosa, per quanto possa essere piccola, sviluppa in loro la fiducia di aver ottenuto successo.

Se non lo aiuto, sono un cattivo genitore

Questo è il principale senso di colpa che attanaglia ogni genitore, convinto che il suo compito primario sia quello di essere sempre presente con una soluzione.

In realtà, ne abbiamo parlato più volte, questo è un atteggiamento iperprotettivo che procura solo danni e tarpa le ali alla conoscenza e alla sperimentazione.

Al contrario, farsi da parte, è un buon esercizio per te per imparare a dire no ai bimbi ed è un vero e proprio atto di fiducia e di amore verso loro stessi e le loro capacità. Inoltre questo aiuta a costruire una buona autostima.

L’incapacità di tollerare la frustrazione nei bambini crea adulti insicuri

Al contrario di quanto si possa credere quindi, i bambini frustrati, non solo diventano risoluti e resilienti, ma da adulti affronteranno i grandi problemi con coraggio e senso di sfida.

Un bambino che invece ha sempre ricevuto la risposta pronta di mamma e papà e che è stato viziato in ogni suo capriccio, avrà serie difficoltà a comprendere i rifiuti nella sua vita.

Da adulto vivrà un costante sentimento di inadeguatezza che tenterà di nascondere con un atteggiamento di onnipotenza e spavalderia, convinto che tutto gli sia dovuto.

Al primo “no”, vedrà crollarsi il mondo addosso, annaspando alla ricerca di una mano che possa trovargli una soluzione o una via di fuga. Sei certa che sia proprio questo il futuro che immagini per i tuoi bambini?

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