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L’epidemia di Coronavirus sta letteralmente mettendo in ginocchio l’economia e tutti i politici sono impegnati sul fronte per capire come risollevare le sorti dei lavoratori. Tuttavia però, poco è stato fatto e si sta facendo per tutelare anche la salute mentale, aspetto che non dovrebbe essere assolutamente messo in secondo piano.

Questa pandemia deve essere considerata a tutti gli effetti come un evento traumatico e sappiamo quanto sia alto il rischio di andare incontro ad un boom di patologie e sintomi ad ampio spettro.

Coronavirus: una ricerca sul rischio di suicidio

Un team di 42 esperti internazionali, membri dell’International COVID-19 Suicide Prevention Research Collaboration, ha da poco rilasciato un interessante contributo sulla rivista Lancet Psychiatry.

In breve tempo, tutti gli Italiani si sono ritrovati chiusi in casa, in una condizione di isolamento del tutto nuova. Le restrizioni sono andate via via aumentando nel corso delle settimane, con una velocità incredibile da lasciare poco spazio all’elaborazione di quello che realmente stava accadendo.

Effetti sulla salute mentale

Tutto questo avrà delle ripercussioni importanti sulla psiche. Innanzitutto si prevede che vi sarà un alto tasso di suicidi legato anche, secondo gli studiosi, allo stigma verso i malati di COVID-2 e i loro familiari. Il peso del pregiudizio, anche dopo la guarigione, potrebbe favorire un aumento dell’isolamento sociale.

Tutti coloro che già soffrivano di problematiche prima della epidemia di coronavirus correranno un rischio elevato di peggioramento dei sintomi.

Accanto a tali persone, non possono non essere inseriti anche tutti i medici e gli operatori sanitari che hanno combattuto fianco a fianco con i loro pazienti, con turni massacranti. Per questa categoria, il rischio di disturbo post-traumatico da stress è molto elevato, soprattutto laddove non sono stati creati dei servizi di supporto psicologico immediati.

Il resto della popolazione non sarà esente da problematiche di salute mentale. Si assisterà ad un boom di depressione e ansia, disturbi fortemente correlati con il rischio di suicidio.

Purtroppo, da qualche giorno, le cronache ci stanno portando a conoscenza dei primi casi, con un’attenzione particolare ai gesti di suicidio da parte degli adolescenti.

Fattori di rischio per il suicidio

I principali fattori di rischio per il suicidio, in questa specifica situazione, vanno individuati in:

  • problematiche economiche e preoccupazioni per il futuro lavorativo.
  • Isolamento sociale e senso di solitudine estremo.
  • Per i più giovani, timore per il proprio futuro scolastico e per la propria vita.
  • Perdita dei comuni punti di riferimento affettivi e sociali.

Accanto a tutto questo, bisogna attenzionare l’aumento del consumo di alcool e della violenza domestica, così come un incremento di esplosioni di rabbia, anche da parte degli stessi adolescenti.

Infine, tutti coloro che hanno perso un familiare per COVID, dovranno fare i conti con l’elaborazione del lutto, un lutto che è stato vissuto in silenzio, senza momenti di condivisione con l’esterno. L’impossibilità di dare un ultimo saluto, l’assenza di un funerale partecipato e sentito, così come, allo stato attuale, l’impossibilità di recarsi in visita al cimitero, fanno sì che la persona possa trovare serie difficoltà nel superare la morte.

Molte persone manifesteranno i loro disagi a distanza di tempo, perchè il trauma scava nella mente e si insidia nella quotidianità spesso in modo silente. Dovremo quindi attenderci, nei prossimi mesi ed anni, un’escalation di problematiche severe, che metteranno seriamente in difficoltà il sistema sanitario.

Proprio alla luce di questo, è doveroso ancora una volta sottolineare l’importanza di un supporto psicologico a 360°. La psicoterapia dovrebbe essere accessibile a tutti, soprattutto per le fasce più deboli, che non dispongono dei mezzi per affrontare le spese di un percorso di terapia in studio.

Se hai bisogno di aiuto, valuta la possibilità di richiedere una consulenza online.

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