Le donne hanno un rischio maggiore di sviluppare ansia e depressione

Ansia e depressione: le statistiche parlano chiaro, le donne sono più suscettibili di ammalarsi. Ma quali sono i reali fattori di rischio?

Ansia e depressione sembrano colpire prevalentemente le donne. Cerchiamo di capire perché.

Ansia, depressione, ma anche altre forme di disagio psicologico si sviluppano maggiormente negli individui di sesso femminile.
Pensate che in America 1 individuo su 3 presenta un disturbo di natura psicologica, ma il divario tra uomini e donne è molto elevato. Consideriamo ad esempio la depressione: le donne hanno il 40% in più di probabilità di ammalarsi rispetto agli uomini.

Da sempre i fattori di rischio sono stati correlati all’esistenza di problemi ormonali, differenze legate al genere e ad una maggiore emotività. Scopriamone qualcosa in più.

Ansia e depressione: i fattori di rischio

Quali sono i fattori di rischio che espongono le donne alla possibilità di ammalarsi di ansia e depressione? Vediamoli insieme:

Traumi ed eventi stressanti

Innanzitutto si è visto che le donne sono maggiormente esposte al rischio di subire traumi in seguito a violenze, abusi e maltrattamenti.

In questi casi, c’è la possibilità che il trauma resti intrappolato nella mente della persona, portando allo sviluppo di una condizione clinica chiamata Disturbo Post-Traumatico da Stress, trattabile solo attraverso la psicoterapia associata a psicofarmaci.

La discriminazione di genere può a sua volta aumentare l’esposizione allo stress, fattore predittivo per lo sviluppo di ansia, bassa autostima e scarsa considerazione di sè.

Ormoni e gravidanza

Molte ricerche suggeriscono che le differenze ormonali tra uomini e donne potrebbero essere implicate nello sviluppo della malattia mentale.

Le donne producono minori quantità di serotonina, ormone fondamentale nell’insorgenza di depressione e ansia.

Inoltre, dopo la gravidanza, gli stravolgimenti ormonali associati ad una serie di fattori ambientali negativi, potrebbero facilitare la comparsa di una Depressione Post-partum.

Differenze nelle richieste d’aiuto

Non è da sottovalutare il diverso approccio alla sofferenza da parte di uomini e donne.

Gli uomini sono più restii a condividere le loro emozioni e a riconoscere l’esistenza di una condizione di disagio. Questo automaticamente riduce notevolmente le richieste di aiuto e quindi la formulazione di una diagnosi.

Inoltre c’è una sorta di pregiudizio diffuso tra i medici che porterebbe più facilmente a diagnosticare una problematica psicologica in una donna, socialmente ritenuta più emotiva.

Nell’uomo invece molti sintomi vengono definiti come organici e quindi non correlati ad eventuali somatizzazioni, stress o quadri depressivi.

Come prevenire l’ansia e la depressione

Abbiamo visto quindi come l’ansia e la depressione tendano a manifestarsi specificatamente nel genere femminile con una frequenza molto più elevata.

A fronte di tutti questi fattori di rischio, è fondamentale che le donne siano sensibilizzate e prendano coscienza della necessità di agire in forma preventiva, chiedendo aiuto di fronte ai primi campanelli d’allarme.

Non è detto che sia sempre necessario ricorrere agli psicofarmaci, un buon percorso di psicoterapia ottiene validi risultati con l’impegno del paziente e la disponibilità al cambiamento.

Come sempre, ci tengo a sottolineare quanto sia importante il supporto dell’intera famiglia nell’affrontare non solo il periodo di sofferenza e di disagio, ma anche lo stesso percorso di terapia.

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