Cosa succede alla coppia quando arriva una diagnosi di sterilità? Quali sono i sentimenti contrastanti che mandano in subbuglio?
Alcune volte una diagnosi di sterilità interrompe bruscamente i sogni di una giovane coppia. L’aspettativa di generare un figlio è molto viva ancora oggi a livello sociale e culturale, nonostante siano sempre più numerose le coppie che decidano di non averne.
La sterilità è un problema che investe non solo la sfera dell’intimità e della sessualità, ma ha anche dei risvolti dal punto di vista psico-sociale.
Scoprirsi sterili
Scoprirsi sterili implica dover accettare dentro di sé l’idea di un vuoto, di un’assenza del bambino immaginario, di una mancata prosecuzione del proprio corredo genetico.
Spesso i coniugi sperimentano sentimenti di colpa e di vergogna che alimentano insicurezza e scarsa autostima. Ci si sente traditi dal proprio corpo e si rimette in discussione la propria identità.
La donna sarà maggiormente portata a considerarsi come “menomata”, mancante di qualcosa.
L’uomo invece potrebbe subire un crollo a livello sessuale, dal momento che la sua virilità viene associata alla capacità di fecondare.
Sterilità e crisi di coppia
Un’area che risentirà pesantemente della problematica sarà quella sessuale. C’è il rischio che si strumentalizzi il sesso come banco di prova per testare la propria capacità generativa.
Questo finirà con lo snaturare l’incontro da ogni valenza emotiva e affettiva. A questo punto la progressiva richiesta di rapporti finirà solo con il porre in condizione subalterna chi dei due è sterile, amplificando i vissuti di colpa.
Nel momento in cui la nascita di un figlio era stata programmata con l’aspettativa di risolvere una crisi di coppia, le cose potrebbero peggiorare. In questi casi, la probabilità che si giunga alla separazione dopo aver preso coscienza che ciò non sarà possibile, è molto elevata.
A volte, spinto dai sensi di colpa e di inferiorità è lo stesso partner “portatore del problema” a proporre la fine del matrimonio. Si tratta di una spinta protettiva nei confronti del partner “sano”, un modo per evitare che l’altro debba rinunciare alla possibilità di diventare genitore.
Dover accettare una diagnosi di sterilità si rivela quindi come uno degli eventi potenzialmente traumatici, un vero e proprio lutto da elaborare.
Sterilità: come superare il lutto
La sterilità è un vero e proprio lutto, con la differenza che in questo caso la perdita non si è mai concretizzata, ma è proiettata verso il futuro.
Per di più mentre il lutto si configura come un processo di elaborazione per stadi, nel caso della sterilità la sofferenza potrebbe cristallizzarsi e bloccare la coppia sul vissuto del trauma.
È così che ogni nascita da parte di parenti ed amici potrebbe riattivare delle ferite mai rimarginate. Con l’avanzare dell’età, la frustrazione di non poter avere dei nipoti andrà ad aggiungersi alla frustrazione di non poter avere figli.
Il ruolo svolto dalla famiglia d’origine è fondamentale. Vicinanza, sostegno emotivo, assenza di giudizio sono gli ingredienti di base per far sì che la coppia non sperimenti un vissuto di diversità.
A livello di coppia, evitare di parlare del problema e prendere le distanze, conduce ad una condizione di isolamento e di mancata condivisione del dolore.
Le coppie che sembrano vivere meno livelli di stress sono quelle in cui non c’è un’attribuzione delle responsabilità (“è colpa tua“). Fossilizzarsi su domande retoriche (“perché è accaduto proprio a me“) e su un atteggiamento passivo non farà altro che impedire alla coppia un’adeguata elaborazione del lutto.
Una buona progettualità futura basata su obiettivi concreti e raggiungibili può rappresentare una base di partenza. A questa si deve aggiungere una maggiore comprensione di quanto la sterilità abbia portato ad una crescita personale profonda.
Questi sono obiettivi che possono essere meglio condivisi all’interno di un percorso di terapia di coppia, che permetta ad entrambi di risanare le proprie ferite. Come terapista di coppia ho aiutato tante persone a lavorare su questo delicato tema, anche con percorsi online.
Grazie al mio approccio integrato con l’EMDR, si può elaborare il trauma della sterilità insieme al proprio partner, restituendo alla coppia senso di unione e appartenenza.
Non c’è nessun futuro, se non un andare avanti e basta. Il dolore che si prova non è descrivibile, soprattutto quando sai di non potere avere figli a causa di medici venduti alle case farmaceutiche, medici che per guadagnare soldi sono disposti a rovinare la vita ad altre persone prescrivono farmaci non necessari, farmaci che provocano altri problemi di salute per i quali prendere altri farmaci!
Mi dispiace molto per la sua brutta esperienza. Credo però che ci si possa dare la possibilità di restituire dignità al proprio futuro, per non rischiare di rimanere intrappolati in quel dolore.