Violenza sulle donne: come chiedere aiuto

Spesso la violenza sulle donne si consuma tra le pareti di casa, lontano da occhi indiscreti. Quali sono le conseguenze e come è possibile uscirne fuori?

Il tema della violenza sulle donne è oramai all’ordine del giorno e ha spalancato scenari di maltrattamenti e abusi tenuti nascosti in un silenzio d’omertà.

Spesso la famiglia diventa il ricettacolo di tutte le frustrazioni e le tensioni, una sorta di pungiball dove scaricare la rabbia.

Generalmente è l’uomo a mettere in atto forme di aggressività e violenza e se poi la donna, anziché ribellarsi a tali soprusi, li subisce passivamente assumendo il ruolo di vittima, si alimenta un circolo vizioso che sembra non avere mai fine.

Violenza sulle donne: il carnefice

La violenza sulle donne agisce come una forma di terrorismo psicologico fatto di minacce e intimidazioni in cui l’obiettivo è quello di far sentire la vittima insicura, impotente, sola.

Nella maggioranza dei casi ci troviamo di fronte a uomini insospettabili che ricorrono alla violenza per sperimentare un senso di controllo con il quale tentare di colmare la propria insicurezza.

Generalmente le radici di questa bassa autostima nascono dalle relazioni con i propri genitori, relazioni basate su continue disconferme e denigrazioni.

Inoltre non è da sottovalutare la trasmissione intergenerazionale della violenza, per cui se un bambino è vissuto in un contesto in cui il maltrattamento era all’ordine del giorno, crescerà con l’idea che la violenza sia normale.

La violenza sulle donne e la non denuncia

Alcuni studi hanno dimostrato come anche la vittima abbia un ruolo attivo nel favorire l’espressione della violenza da parte del carnefice: ci sarebbero caratteristiche fisiologiche, sociali e psicologiche che sembrerebbero predisporla più facilmente di altri alla vittimizzazione.

Spesso la donna ha difficoltà a riconoscere quando il rapporto sessuale forzato assume la connotazione di un vero e proprio stupro, perché la convinzione comune è che all’interno del matrimonio tutto sia permesso.

Alcuni autori parlano di Sindrome della Donna Maltrattata: la donna sviluppa la convinzione di essere impotente e di non poter cambiare la situazione, per cui è come se rinunciasse alla possibilità di salvarsi.

In tutto questo scenario non sono da trascurare gli effetti devastanti che la “violenza assistita” produce sui figli.

Assistere a scene di violenza tra i propri genitori aumenta il rischio di sviluppare problematiche psicopatologiche oltre che compromettere la capacità di adattamento del minore.

La violenza sulle donne è un fenomeno oscuro, fino a pochi anni fa tutto quello che accadeva tra le pareti domestiche era considerato un fatto privato, per cui nessuna donna avrebbe mai considerato l’ipotesi di denunciare pubblicamente il proprio partner.

Violenza sulle donne: cosa puoi fare

Se ti trovi in una situazione di difficoltà ecco cosa puoi fare per chiedere aiuto:

  • Chiama subito il 112, il 113 o il 118
  • Contatta l‘1522 per conoscere il Centro Antiviolenza del tuo territorio. Presso questi centri troverai sostegno psicologico, sostegno legale e possibilità di essere accolta in una casa rifugio insieme ai tuoi bambini.
  • Recati al Pronto Soccorso.

Ricorda che chiedere aiuto e riconoscere che gli schiaffi non siano un pegno d’amore è il primo passo da compiere per garantire una vita più dignitosa a te e ai tuoi figli.

Lettura consigliata

Forse già conoscerai il libro della Norwood, “Donne che amano troppo“: parla di dipendenza affettiva, narra le storie di donne che sono riuscite a chiedere aiuto in terapia, scoprendo cosa impediva loro di sganciare da uomini sbagliati, spesso violenti ed aggressivi. Se vuoi capirne di più, te ne consiglio vivamente la lettura. È un punto di partenza per iniziare a pensare a se stesse come donne degne d’amore e per trovare il coraggio di cambiare la propria vita.

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