capire la balbuzie

La balbuzie nei bambini può dipendere da tanti fattori: può essere fisiologica o avere una base psicologica. I consigli per affrontare il problema con serenità.

La balbuzie è un disturbo della comunicazione che può manifestarsi a qualsiasi età: colpisce i bambini piccoli, così come gli adulti, ma il suo significato varia in base all’età e alla situazione personale e familiare.

Si manifesta attraverso ripetizioni di sillabe, prolungamenti di suoni, forme di esitazione nel parlare. Il bambino ha ben chiaro quello che vorrebbe dire, ma tentenna nell’esprimerlo.

Balbuzie in età prescolare: cause

Sono tanti i fattori che possono provocare una balbuzie, da quelli fisiologici a quelli psicologici e ambientali. In età pre-scolare, nella maggior parte dei casi, si tratta di un fenomeno del tutto normale e legato alla crescita.

Generalmente fino a 5 anni queste forme di balbuzie si risolvono spontaneamente essendo del tutto transitorie e legate al processo di sviluppo del linguaggio stesso.

Il periodo più critico in cui il bambino potrebbe iniziare a balbettare coincide con i 3 anni, fase in cui il bambino si sperimenta con la strutturazione del linguaggio.

Balbuzie in età scolare: cause

Dopo i 6/7 anni la balbuzie potrebbe essere la spia di una preoccupazione e di un disagio da parte del bambino stesso e sarebbe necessario approfondire.

Spesso si manifesta in concomitanza con eventi importanti e fonte di ansia. Pensiamo ad esempio alla nascita di un fratellino, l’ingresso a scuola, una situazione conflittuale in casa, un grave lutto, un trasferimento.

In questi casi la balbuzie deriva da una difficoltà del bambino a gestire la sua ansia. È come se la sua lingua “inciampasse”. In tale situazione il sintomo potrebbe essere paragonato a qualsiasi altra forma di disagio psicologico del bambino. Ha difatti la stessa valenza di un’enuresi, del non voler andare a scuola o di quei comportamenti aggressivi che tanto preoccupano i genitori.

Balbuzie: suggerimenti per i genitori

L’atteggiamento dei genitori rispetto ad un bambino che balbetta può fare la differenza.

  • Evita di rimproverarlo e punirlo per la sua balbuzie: il bambino sperimenta già una condizione di ansia e rimproverandolo non fai che aumentarla e amplificarla.
  • Non farne un tabù: in famiglia si può parlare tranquillamente della balbuzie come se fosse una comune difficoltà del bambino. Segreti e sotterfugi faranno solo sentire il bambino malato e diverso.
  • Se hai bisogno, chiedi una valutazione: rivolgersi ad uno psicologo o ad una logopedista per avere una prima valutazione non significa necessariamente intraprendere un percorso di cura. Il confronto con un esperto ti aiuterà a capire come gestire il problema in maniera efficace.
  • Attenta ai consigli dannosi: mentre il bambino parla, non pressarlo troppo, non correggerlo, evita di dirgli “Vai piano” o “Prendi tempo“. Rispetta la sua difficoltà e concentrati su cosa ti sta dicendo, non su come.
  • Non deriderlo: a volte la balbuzie diventa oggetto di scherno in famiglia e il bambino viene preso in giro ogni volta che parla. Questo atteggiamento non serve a sdrammatizzare, come molti credono. Al contrario lo farà sentire solo in forte imbarazzo e potrebbe inibirlo in futuro.
  • Inizia a modificare il tuo linguaggio: prova a utilizzare tu per prima un vocabolario più semplice ed elementare. Parla lentamente, fa delle pause. Fa in modo che l’intera famiglia utilizzi queste accortezze di modo che il bambino abbia un buon modello da imitare.

La balbuzie è un sintomo della relazione

I bambini esprimono le loro difficoltà somatizzando, quindi non vi sono problematiche fisiche da curare, ma solo paure ed emozioni negative da ascoltare.

La balbuzie ha sempre una base relazionale, nel senso che questa difficoltà si manifesta proprio nel momento in cui il bambino interagisce con qualcun altro. È proprio nello scambio comunicativo che il bambino si agita e sperimenta una forte tensione.

Ricorda sempre che rivolgersi ad un professionista per il problema della balbuzie rimane la scelta più opportuna. Potrai trovare risposte ai tuoi dubbi e alle tue preoccupazioni e valutare la necessità di effettuare un percorso o meno.

Scopri di più sulle principali difficoltà dei bambini:

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