come spiegare la morte ai bambini

Quando bisogna spiegare la morte ai bambini si è sempre preoccupati: scopri come affrontare l’argomento con la giusta serenità.

Spesso i genitori sono spaventati dall’idea di dover spiegare la morte ai bambini. Si pensa sempre che siano troppo piccoli per capire e il primo pensiero è quello di proteggerli dagli eventi brutti e negativi della vita.

Così quando qualcuno muore, i bambini non hanno la più pallida idea di cosa dovranno affrontare. I genitori pertanto si troveranno nella situazione di dover spiegare la morte ai bambini in un momento in cui sono essi stessi travolti dalle emozioni.

Spiegare la morte ai bambini in base all’età

I bambini hanno una comprensione diversa della morte in base alla loro età ed è necessario tenerne conto.

  • Fino ai 2 anni non hanno piena coscienza delle loro emozioni, ma riescono a cogliere la preoccupazione e l’ansia dei propri genitori. Questo è come se li tenesse ovattati, per cui non vivono a pieno l’evento.
  • Dai 3 ai 5 anni la morte per loro è qualcosa di magico e credono che la persona tornerà in vita.
  • Solo verso i 6 anni riescono a comprendere la morte come qualcosa di definitivo e irreversibile, che riguarda ogni essere vivente in maniera universale.

Le giuste parole per spiegare la morte ai bambini

Non esistono formule magiche per rendere il momento meno doloroso, ma seguire le tue emozioni e prestare attenzione a quello che sta vivendo tuo figlio può fare la differenza.

Provo a darti qualche suggerimento per affrontare la comunicazione in modo spontaneo e autentico.

  • Per spiegare la morte ai bambini evita innanzitutto di utilizzare le classiche frasi “il nonno è salito in cielo” o “sta dormendo“: questo alimenterà solo la speranza che prima o poi tornerà e finirai solo per confonderlo.
  • Si possono fare esempi, ma sempre rispettando il livello cognitivo del bambino, altrimenti si sentirà preso in giro se capisce che gli stai inventando una storiella.
  • Al contrario evita grossi paroloni o termini tecnici, penserà che stai nascondendo qualcosa di più grande e questo lo manderà in ansia.
  • Cerca di essere concreta, rispondi a tutte le curiosità e alle domande. Se il bambino non comprende dei dettagli, tornerà a chiederteli.
  • Non nascondere le tue lacrime, se hai voglia di piangere fallo tranquillamente davanti a lui, così capirà che le emozioni brutte e tristi possono essere espresse.

La condivisione emotiva in questi momenti è fondamentale, il bambino si sentirà sicuro e protetto e rafforzerà il legame con voi genitori.

Al contrario un atteggiamento freddo e impassibile alimenterà la convinzione che bisogna tenersi tutto dentro e questo potrebbe metterlo in difficoltà in futuro.

È meglio lasciarli a casa o portarli al funerale?

Una delle domande che mi viene rivolta più spesso dai genitori è se sia giusto o meno portarli a vedere il defunto e farli partecipare al funerale. 

Raccontare qualcosa è diverso dal viverla, per questo un modo per spiegare la morte ai bambini potrebbe essere quello di farli avvicinare, con le giuste cautele, a quanto sta accadendo.

Questa in realtà è una scelta che dipende dal bambino stesso: sarebbe opportuno chiedergli direttamente se ha voglia di vedere il defunto per l’ultima volta e partecipare al funerale.

Spesso i bambini dicono di sì e quando non lo fanno è perchè assorbono le paure e le ansie dei genitori.  I bambini hanno una notevole capacità di adattamento e riescono a trovare il loro personale modo per salutare il defunto.

Prendere parte a queste situazioni può aiutarli ad affrontare meglio il successivo processo di elaborazione del lutto, così come accade per gli adulti.

Un modo molto utile per spiegare la morte ai bambini può essere quello di raccontare favole specifiche, come queste:

  • Addio, Anna (la storia di una tata che muore e un baule, denso di ricordi, che aiuta il bambino a mantenere viva ancora la sua presenza);
  • La nonna in cielo (la favola di un legame speciale tra una nonna e la sua nipotina).

    

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  1. Articolo molto interessante che dà suggerimenti concreti in una delle situazioni , a mio avviso, più delicate da affrontare con un figlio.grazie !

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